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La seduzione alla quale è difficile resistere è rappresentata dal mare e dalle spiagge. Trabia in sè, come paese, non sarebbe tanto in grado di attirare clientela turistica perché non può annoverarsi nella schiera degli antichi borghi dal fascino medievale, ma può superare questo handicap con la sua principale risorsa, un mare da favola e le sue spiagge. E’ vero che il centro abitato appare zeppo di case abitate, però una verifica va fatta. Il concetto di albergo diffuso non ha rigidità, è facilmente adattabile secondo le più varie situazioni ambientali. Basterebbe raggiungere il numero di posti letto minimo necessario per una gestione economica equilibrata della singola unità alberghiera. Può darsi che l’emigrazione abbia prodotto qualche vuoto nelle case. Potrebbero adottarsi appositi escamotage: tante famiglie, ad esempio, possiedono una seconda casa in campagna. Le trasformazioni, i cambiamenti in linea con le nuove domande di mercato richiedono inventiva, ingegnosità, insieme a qualche sacrificio. A Viareggio dall’inizio del ‘900 fino agli anni Settanta , e oltre, molte famiglie nel periodo estivo si ritiravano nella casetta in fondo all’orto per affittare la loro casa ai bagnanti. Qualcosa di simile potrebbe accadere per diverse famiglie trabiesi. Per raggiungere un traguardo di questo genere, uno e più alberghi diffusi in paese, in una situazione di completa stasi come quella di Trabia è indispensabile da parte del Comune un’azione di sensibilizzazione, promozione, progettualità, formazione, divulgazione degli incentivi Ue, coordinamento, ricerca di partner imprenditoriali, eccetera. Ma prima di dar vita a queste iniziative si dovrebbe dare uno sguardo al panorama delle possibilità e delle potenzialità che offre all’eventuale turista Trabia e il suo territorio, per poter apprestare condizioni ottimali per il soggiorno del medesimo in termini di servizi da spiaggia direi civili, di parcheggi, di trasporti, di assenza di inquinamenti e di caos nella circolazione, di luoghi suggestivi come sedi di eventi culturali degni di questo nome (ad esempio, nel Castello di Trabia restaurato e appositamente predisposto), blocco delle speculazioni edilizie, politiche di incentivazione delle attività agricole e di valorizzazione delle bellezze naturali e dei paesaggi, potenziamento del porticciolo turistico di San Nicola. Senza l’attuazione di queste urgenti priorità è vano pensare di poter invogliare un solo turista a passare una giornata, una settimana o due a Trabia. L’idea del sindaco Bondì non è una fantasticheria, rientra tra le cose possibili e da realizzare in tempi giusti per l’avvenire di Trabia. Questo Sindaco, giovane e aperto alle innovazioni, e questo consiglio comunale, chiuse le porte ai postulanti abbagliati soltanto dal loro interesse personale, potrebbero compiere una svolta, visto l’andazzo ereditato, nella conduzione della cosa pubblica impegnandosi in una politica che porti a questi cambiamenti, concentrandosi sul futuro da restituire a questa nostra confusa comunità. (fine).
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