Terzo governo Lombardo, dentro Mario Centorrino e Pier Carmelo Russo. Escono Beninati e MiloneNel terzo governo di Raffaele Lombardo, che guida la Regione siciliana, entrano l'economista Mario Centorrino e l'attuale segretario generale della presidenza, Pier Carmelo Russo. Escono i due esponenti del Pdl "ufficiale": Antonio Beninati e Mario Milone. Confermati tutti gli altri. Lombardo ha revocato la giunta e firmato i decreti di nomina degli assessori. Riconfermati gli altri quattro tecnici: Massimo Russo, Caterina Chinnici, Gaetano Armao e Marco Venturi e riconfermati anche gli assessori politici: Luigi Gentile, Nino Strano, Michele Cimino e Titti Bufardeci, assieme a Lino Leanza e Roberto Di Mauro.
La giunta si riunirà domani in tarda mattinata per l'attribuzione delle deleghe e per discutere della nomina dei dirigenti generali degli assessorati con le nuove competenze assegnate - a partire dal primo gennaio - dalla riforma della pubblica amministrazione regionale. "L'ingresso di due tecnici di indiscutibile competenza - afferma il presidente della Regione, Raffaele Lombardo - rafforza una compagine di governo che intende affrontare le riforme necessarie per il rilancio dell'economia siciliana. In questa direzione ci sarà di grande aiuto la conoscenza della 'macchina' regionale che è propria di Pier Carmelo Russo, così come sarà preziosa la competenza di Mario Centorrino, che è uno dei più profondi conoscitori dei pregi e dei difetti del contesto economico siciliano e di tutto il Mezzogiorno.
"Con la nascita della terza giunta regionale in diciotto mesi, quasi record da prima Repubblica ed in procinto di prepararci all'annunciato prossimo quarto governo, il quadro è sempre più chiaro: chi ha perso le elezioni oggi si trova alla guida della Regione. Grazie alle scelte del presidente Lombardo, quindi, chi perde vince e chi vince perde". Lo affermano i coordinatori regionali del Pdl, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. "Il Pd è ufficialmente in giunta - aggiungono - e pur di far parte di questo esecutivo subisce anche la riconferma di Armao, di cui aveva chiesto persino le dimissioni per presunte incompatibilità nel ruolo d'assessore". "Abbiamo chiesto al presidente Berlusconi un incontro urgente - concludono - perché si esca dall'equivoco e si stabilisca quale debba essere il nostro comportamento rispetto al 'ribaltone' perpetrato non nei confronti dei partiti ma degli elettori".